La parola “Clickbait” ti sarà probabilmente familiare per averla sentita sui social media o addirittura nelle canzoni di cantanti famosi, ma cosa significa esattamente?
Si tratta di un tipo di attacco informatico che consiste nel pubblicare notizie false o pubblicità ingannevoli a margine di vari siti web, compresi quelli legali, al fine di ottenere molti click. La tattica consiste nell’utilizzare immagini e titoli che attirano l’attenzione per indurre gli utenti di internet a cliccare per ottenere maggiori informazioni.
Nel momento in cui fai clic, possono accadere diverse cose:
- Che un programma maligno (malware) si installi istantaneamente sul nostro computer, cellulare o tablet, spiando tutto ciò che facciamo con quel dispositivo, estraendo le nostre informazioni più personali o addirittura danneggiandolo con un virus e facendolo smettere di funzionare correttamente.
- Ci reindirizza a un sito web falso che, sebbene sembri appartenere a un’azienda o a un’entità legale (negozio online, banca o istituto di credito, social network, casella di posta elettronica, ecc.
- Che crediamo al contenuto e cadiamo in una trappola di disinformazione che può influenzare le nostre convinzioni o la nostra ideologia. Una delle esche più redditizie per i criminali informatici è la pubblicità di diete miracolose che ci fanno perdere peso senza sforzo, di super sconti su prodotti, di investimenti in criptovalute sconosciute o della morte di celebrità che in realtà sono ancora vive. In cambio del numero di clic sul loro link o di visualizzazioni dei loro contenuti, i criminali informatici possono ricevere entrate dai social network che pagano per il volume di diffusione.
RACCOMANDAZIONE: È importante non credere a tutto ciò che viene pubblicato su internet. Prima di cliccare su una notizia allarmante o su una pubblicità allettante, è importante verificare su siti ufficiali e affidabili se ciò che abbiamo letto in un titolo o visto in un’immagine è reale. Al giorno d’oggi insistiamo ancora di più su questa raccomandazione, a causa dell’uso maligno dell’Intelligenza Artificiale, che permette di creare contenuti quasi realistici, come ad esempio finte interviste politiche o pubblicità di investimenti online effettuati da personaggi famosi, che poi si rivelano essere fraudolenti.

